08/07/2013

Brevetto made in Asti per la macchina che annienta termicamente la flavescenza

Brevetto made in Asti per la macchina che annienta termicamente la flavescenza

Nasce all’Istituto Agrario “G. Penna” di Asti una tecnica rivoluzionaria nella cura del peggiore incubo dei viticoltori di questi anni, vale a dire la “flavescenza dorata”, malattia della vite per la quale sinora sono stati fatti molti tentativi e ricerche, senza praticamente ottenere alcun risultato veramente efficace. La migliore prevenzione della malattia è stata fatta sinora con la tecnica della termoterapia, con la quale si trattano in acqua, ad una temperatura intorno ai 50° per 45 minuti, sia le marze sia i portainnesti, in modo da eliminare i fitoplasmi portatori della malattia, diffusa da un insetto che si chiama “Scaphoides titanus”. Sinora la termoterapia si è rivelata l’unica forma efficace di trattamento, anche se non tutte le barbatelle presenti sul mercato sono trattate con la stessa serietà, il che produce danni notevoli ai viticoltori che investono nei reimpianti oppure in nuovi vigneti.

Infatti, il grosso problema è proprio nell’impiantare un nuovo vigneto e scoprire, due o tre anni dopo, che le piantine vengono colpite dalla “Flavescenza” e muoiono. Ebbene, all’Istituto “Penna” hanno oggi trovato un sistema per aumentare i risultati della termoterapia, con un tipo di trattamento della pianta che sinora ha già dimostrato di poter aumentare gli effetti della termoterapia iniziale, grazie ad un accrescimento delle difese immunitarie delle stesse viti. I trattamenti sono stati effettuati con successo dagli studenti e dai docenti del “Penna”, che hanno avviato una sperimentazione unica nel suo genere ed in grado di produrre risultati che potrebbero rivelarsi eccezionali.

Per effettuare questi trattamenti in vigneto è stata costruita una nuova macchina, che costituisce un’assoluta novità nel settore, è assolutamente ecologica ed utilizza tecnologie da Formula Uno e da Moto GP. Il prof. Daniele Piotti, vice preside del “Penna”, spiega che “l’intenzione è stata quella di realizzare una macchina innovativa, ad alta tecnologia e costi contenuti: i costi non eccessivi potrebbero permettere la diffusione della macchina, consentendo una lotta efficace alla “flavescenza” dorata.” L’apparecchiatura è totalmente elettrica e ad energia rinnovabile, grazie a pannelli solari che le permettono di operare in qualunque luogo senza utilizzare motori a scoppio: questo è particolarmente importante perché dal 2014 tutte le aziende dovranno calcolare e rendicontare la quantità di anidride carbonica presente nelle loro produzioni.

Nella realizzazione di questa macchina sono stati coinvolti gli Istituti Agrari di Asti e di Alba, il Centro di Ricerche sull’Agricoltura per la parte relativa alla fisiologia della vite, le aziende GEO di Giovanna Boeri (Montechiaro), la Guido Boffa di Valle Talloira (Alba), la Aickon Power di Pianfei (CN), per le parti meccanica, elettrica ed elettronica. Numerose aziende (ad esempio la Bersano di Nizza, Camera di Commercio, CRA-Eno, Istituto Enologico Umberto I, ARVERA, Buriola di Cunico, Castello di Grinzane, ecc.), sparse sui territori di Asti, Alba, Alessandria e Torino, hanno già dato la loro adesione alla sperimentazione della nuova macchina e della tecnica da essa effettuata. Da ieri i risultati sono visibili a tutti, sul sito www.agrifreeco2.it, oppure sul blog agrifreeco2.blogspot.it: grazie a Google, si potranno vedere da vicino le parti di vigneto trattate e verificare lo stato di salute delle piantine.  


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